Calcio italiano

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Sulla scia delle consorelle maggiori anche la FIGC, delegando la Lega Nazionale Dilettanti, si è attivata già dalla stagione 2000/2001 autorizzando il primo manto in Serie D a Manfredonia (FG) e successivamente quello a Capo d’Orlando (ME).
La Commissione Impianti Sportivi Erba Artificiale LND ha emanato il proprio “Regolamento per la realizzazione di un campo in erba artificiale di terza generazione” in cui specifica i tipi di sottofondo ammessi, i requisiti minimi del manto e dell’intasamento. Tutte le gare ufficiali del Settore Dilettanti, Giovanile e Scolastico possono svolgersi su superfici di gioco che hanno ricevuto la preventiva omologazione dall’anzidetta Commissione. I test di verifica sono da effettuare entro 90 giorni dal completamento dell’opera.
Dalla stagione 2003/2004 pure la Lega Nazionale di Serie C ha ammesso l’innovazione impiantistica per le proprie competizioni ufficiali (Coppa Italia e Campionato).
Nel 2004 la LND ha reso obbligatorio il sopralluogo del sottofondo prima della posa del manto secondo i criteri descritti nel regolamento scaricabile dal sito www.lnd.it. I costi di tutte le procedure di verifica sono da corrispondere, direttamente alla LND e quantificabili attraverso la consultazione del citato regolamento.
Il 25 gennaio 2005 il Presidente FIGC Carraro ha espresso il via libera della federazione all’utilizzo del sintetico anche in Serie A e sembrava che lo stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo fosse destinato ad essere il primo convertito, però poi il progetto del Comune non ha avuto attuazione.
Nella stagione 2010/2011 il Novara Calcio vince il campionato cadetto su un fondo sintetico e nella stagione 2011/12, assieme al Cesena, fa la storia in Serie A; nella stessa stagione in Serie B approda la JuveStabia che si aggiunge alla compagnia; nella Serie B 2012/13 ben 4 squadre su 22 hanno un sintetico mentre lo stadio San Siro di Milano è convertito con un sistema ibrido tra naturale e artificiale.
Chiaramente il progresso tecnologico è ormai accettato al massimo livello e si è raggiunto un punto di non ritorno dimostrato dagli ulteriori progetti di trasformazione.
Per maggiori dettagli leggere in documenti l’articolo tratto dalla rivista di settore “Tutterba”.

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